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Obblighi di protezione: responsabilità della banca per il pagamento di un assegno a soggetto non legittimato

Cosa comporta la responsabilità della banca e quali sono i suoi obblighi di protezione? Scopri come le istituzioni finanziarie si impegnano a tutelare i tuoi interessi e garantire la sicurezza dei tuoi beni.
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La Banca, in virtù degli obblighi di protezione – preesistenti, specifici e assunti volontariamente – è responsabile per il pagamento di un assegno a un soggetto non legittimato; la stessa, infatti, è chiamata a rispondere del danno subito dal beneficiario a titolo di responsabilità contrattuale, laddove non sia capace di dimostrare di aver agito con la dovuta diligenza. (Cassazione Civile, sez. unite, sent. n. 12477 del 21 maggio 2018)
In generale, gli obblighi di protezione  – che rappresentano una delle tante “diramazioni” dell’obbligo di comportarsi secondo buona fede  – mirano alla salvaguardia della sfera giuridica dei soggetti tra cui si instaura un rapporto obbligatorio.

Responsabilità della banca è di tipo contrattuale

La Corte Suprema si è espressa per redimere il contrasto giurisprudenziale sorto riguardo la natura contrattuale o extra contrattuale della responsabilità della Banca, nel caso in cui l’istituto paghi un assegno al non legittimato a ricevere il pagamento, chiarendo che la responsabilità della banca è di tipo contrattuale e si concreta nella violazione di un accordo specifico che la stessa banca aveva con il cliente – il quale si aspettava che l’assegno fosse pagato solo alla persona autorizzata.

Altresì, in base a quanto stabilito dall’art. 43 della Legge sugli Assegni, quando una banca gestisce l’incasso di un assegno che non può essere ceduto (non trasferibile) deve assicurarsi che il nome dell’intestatario sull’assegno corrisponda a quello della persona che lo sta incassando.
Se sull’assegno è indicato che l’intestatario sta agendo per conto di un’altra persona (il vero beneficiario), la banca deve fare in modo che il denaro venga accreditato su un conto che appartiene al vero beneficiario.

La banca ha quindi la responsabilità di proteggere gli interessi di tutti coloro che sono coinvolti nell’operazione, assicurandosi che tutto proceda come indicato sull’assegno, poiché sul suo operato grava un obbligo professionale di protezione.
Tuttavia, tale responsabilità si basa solo su ciò che è scritto sull’assegno stesso e non richiede alla banca di fare indagini aggiuntive su informazioni non presenti sul documento o extra testuali.

La responsabilità contrattuale della banca deriva da un “contatto sociale qualificato” che implica obblighi di correttezza e buona fede, come specificato dagli articoli 1175 e 1375 c.c., e può essere contestata in tribunale dal danneggiato.

In tribunale, la banca può cercare di dimostrare che non è responsabile per l’errore, avendo agito con la diligenza dovuta come professionista, secondo l’articolo 1176 comma 2 c.c.

La Corte di cassazione chiarisce come la responsabilità della banca debba essere valutata: se esiste un rapporto contrattuale, la banca può essere ritenuta responsabile solo se dimostrata colpevole di negligenza, ciò in base ai principi stabiliti negli articoli 1176 e 1218 del c.c., che definiscono la responsabilità per colpa.

La questione della responsabilità delle banche nel pagamento di assegni a soggetti non legittimati solleva importanti considerazioni sia sotto il profilo della buona fede sia della diligenza professionale richiesta agli istituti bancari.
 La giurisprudenza recente, interpretando le norme del Codice civile, ha chiarito i contorni di questa responsabilità, sottolineando l’importanza di un’accurata verifica dell’identità del beneficiario e del rispetto delle procedure di pagamento.

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Obblighi di protezione: responsabilità della banca per il pagamento di un assegno a soggetto non legittimato

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